Baldios, a tale of love and war Code Name: Red Rose
- Alberto Schiavone
- 7 apr 2024
- Tempo di lettura: 3 min

Autrice : “ Ciao, mi chiamo Debora, sono di Reggio Emilia e ho sempre amato la splendida "broken story" di Baldios. Una storia rotta che, tuttavia, lascia spazio a mille interpretazioni. A me piace scrivere storie; partecipare al Gruppo FB mi ha dato l'idea per una fiction che "spicca il volo" dal finale del film. Dopo un consulto con Alberto Schiavone che ringrazio per il supporto, abbiamo pensato di condividerla con tutta la Community Baldios ed eccola qui per tutti voi. Ci sono un po' di nuovi personaggi, molti vecchi, qualcuno risorto ;) Non vedo l'ora di leggere i vostri commenti... Debora ❤️
There's no time for us
There's no place for us
What is this thing that builds our dreams, yet slips away from us
There's no chance for us
It's all decided for us
This world has only one sweet moment set aside for us..
(Queen – Who wants to live forever)
Prologo – 1 anno prima
Era ormai buio, la pioggia cadeva incessante e il mare era in tempesta.
Dopo lo schianto del PulseBurn erano giunti fortunatamente a una vecchia struttura sulla spiaggia.
Alla luce di una candela, Marin accudiva Aphrodia come poteva.
Il suo corpo era riarso dalla febbre, delirava frasi incomprensibili, la sua mente doveva essere sconvolta da incubi spaventosi.
Il giovane le passò un panno umido sulla fronte e sul viso, le parlava pregandola di non cedere.
Piangendo calde lacrime, la implorò di non lasciarlo da solo.
Un rumore alle sue spalle lo fece volgere, pistola alla mano, facendo da scudo alla donna. Poi i passi divennero sempre più reali e dinanzi a Marin apparve la sagoma di un uomo che credeva morto.
“Colonnello Landauer, ma voi siete..”
L’uomo annuì, fissando il giovane.
“Si Marin, sono vivo. Qualcuno di noi è riuscito a sopravvivere alla follia di Gattler. Quando abbiamo intercettato il PulseBurn verso S1 ci siamo detti che forse era finita.”
Marin lo guardò sorpreso.
“Non siamo su S1?”
Landauer scosse il capo.
“No, se fossi sceso su S1 saresti morto all’istante. Nulla vive più sul nostro pianeta Marin. Noi siamo riusciti a fuggire dopo che Gattler è partito per la nuova patria, lasciando dietro di sé gente che non rispondeva ai suoi canoni e gli ultimi testimoni delle sue malefatte. Ti trovi su S3; ti abbiamo lasciato credere di atterrare su S1 perché non ci attaccassi.”
Marin si prese la testa tra le mani, il paradosso non scemava, semmai ingigantiva.
Un lamento di Aphrodia lo riscosse e le prese le mani.
“Sono qui Aphrodia, sono qui…”
Landauer fissò la giovane donna.
“Mio Dio, non ci posso credere. La principessina è ancora viva.”
Marin annuì.
“Sì ma è ferita. Ha la febbre alta, non so se riuscirà a vivere.”
Landauer diede ordine agli uomini con sé di portare Aphrodia e Marin il prima possibile alla capitale; sfinito com’era, durante il trasporto, Marin svenne.
Quando riprese conoscenza, i pezzi di quel puzzle assurdo erano lontano da trovare una soluzione.
Nei giorni successivi, Landauer spiegò a Marin come si fossero salvati dopo la partenza di Gattler e avessero costruito una colonia su S3.
Gli spiegò inoltre che avevano messo a punto un congegno che, nelle speranze, avrebbe potuto togliere la radioattività di S1, permettendo loro di ritornare sul pianeta natio.
“La Terra non farà la fine del nostro pianeta.”
Marin annuì tristemente.
“Ma non tornerà mai più com’era.”
Landauer annuì.
“Purtroppo, no. Hanno scatenato l’inferno contro i nostri stessi antenati. Ora sta a noi aiutarli.”
Marin sorrise ironicamente.
“Davvero è convinto che i terrestri dopo quanto è stato fatto loro si lasceranno aiutare dolcemente da noi? Piuttosto ci ucciderebbero uno ad uno.”
L’uomo annuì.
“Ma di te si fidano Marin. Se non ci fosse stato il Baldios, Gattler starebbe comodamente a prendere l’aperitivo a quest’ora. Se non ci fossi stato tu, Aphrodia non sarebbe viva. Tu puoi ancora salvare il tuo nuovo pianeta, devi solo volerlo.”
Aphrodia, non si era più risvegliata. Era lontana da lui ormai.
“Nessuno dovrà mai sapere che lei è sopravvissuta. Sia che esca dal coma o che ci rimanga per sempre. Me lo giuri colonnello. Me lo giuri su quel che ha di più caro.”





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